Si annotano le sentenze C-373/24 e C-110/24 della Corte di Giustizia, che vertono entrambe sulla riconducibilità entro la nozione di "orario di lavoro" di due frazioni temporali classificabili come "tempi periferici": lo spostamento dei cd. lavoratori itineranti e la reperibilità dei magistrati. Le pronunce in esame arricchiscono una giurisprudenza già piuttosto cospicua, e questo attivismo, nonostante le dette incertezze, rappresenta comunque una necessaria limatura dei confini applicativi della disciplina in oggetto. L’esame del percorso esegetico sin qui compiuto dai giudici europei sembra però far emergere alcune contraddizioni di fondo, tra cui, su tutte, la sempre più stridente difesa della rigida dicotomia "orario di lavoro"-"riposo".
Ancora due pronunce della Corte di Giustizia sui cd. tempi periferici: gli spostamenti dei lavoratori "itineranti" e la reperibilità dei magistrati
Tonelli R.
2026
Abstract
Si annotano le sentenze C-373/24 e C-110/24 della Corte di Giustizia, che vertono entrambe sulla riconducibilità entro la nozione di "orario di lavoro" di due frazioni temporali classificabili come "tempi periferici": lo spostamento dei cd. lavoratori itineranti e la reperibilità dei magistrati. Le pronunce in esame arricchiscono una giurisprudenza già piuttosto cospicua, e questo attivismo, nonostante le dette incertezze, rappresenta comunque una necessaria limatura dei confini applicativi della disciplina in oggetto. L’esame del percorso esegetico sin qui compiuto dai giudici europei sembra però far emergere alcune contraddizioni di fondo, tra cui, su tutte, la sempre più stridente difesa della rigida dicotomia "orario di lavoro"-"riposo".I documenti in SFERA sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


