This article offers a critical analysis of the judgment of the Joint Sections of the Italian Court of Cassation no. 10869/2025, which qualified as "abnormal" (abnorme) the order rejecting a request for an evidentiary hearing (incidente probatorio) concerning the testimony of the victim of the offences listed in Article 392, paragraph 1-bis, of the Italian Code of Criminal Procedure, where such denial is grounded on the alleged lack of vulnerability of the victim or of the nondeferrable nature of the evidence. The ruling is critically examined and placed within the broader jurisprudential trend aimed at expanding the category of abnormality beyond its original boundaries. The analysis highlights how this doctrine, originally conceived as an exceptional and residual remedy, has gradually turned into an ordinary tool of judicial correction, bent to serve values selected from time to time by the Supreme Court, with significant repercussions on the principle of procedural legality. Given the inadequacy of the traditional categories of structural and functional abnormality to account for current jurisprudential developments, the analysis proposes the recognition of a new figure, which may be termed "teleological abnormality", grounded in balancing operations between adherence to procedural forms and substantive values deemed prevailing. The concluding remarks address the systemic implications of this drift, with particular regard to the tension with the principle of the judge's subjection to the law, the emergence of the figure of the "victim" in the criminal process, and the resilience of fair trial guarantees.

Il contributo analizza criticamente la sentenza delle Sezioni unite n. 10869/2025, che ha qualificato come abnorme il provvedimento di rigetto della richiesta di incidente probatorio avente ad oggetto la testimonianza della persona offesa nei reati di cui all’art. 392, comma 1-bis c.p.p., quando il diniego sia motivato sulla ritenuta insussistenza della vulnerabilità o della non rinviabilità della prova. Viene analizzata criticamente la decisione, collocandola nel solco di una più ampia tendenza giurisprudenziale volta all’estensione della categoria dell’abnormità oltre i suoi confini originari. Si evidenzia come l’istituto, concepito quale rimedio eccezionale e residuale, si sia gradualmente trasformato in strumento ordinario di correzione giudiziaria, piegato al servizio di valori di volta in volta selezionati dalla Suprema corte, con significative ricadute sul principio di legalità processuale. A fronte dell’inadeguatezza delle tradizionali categorie dell’abnormità strutturale e funzionale a descrivere gli attuali approdi giurisprudenziali, l’analisi propone il riconoscimento di una nuova figura, qualificabile come “abnormità teleologica”, fondata su operazioni di bilanciamento tra rispetto delle forme e valori sostanziali ritenuti preminenti. Le riflessioni conclusive si soffermano sulle implicazioni sistemiche di tale deriva, con particolare riguardo alla tensione con il principio di soggezione del giudice alla legge, all’irrompere della figura della “vittima” nel processo penale e alla tenuta delle garanzie del giusto processo.

Le Sezioni unite dilatano la nozione di abnormità strutturale rendendo necessario rimeditare la categoria

Michele Martinucci
2026

Abstract

This article offers a critical analysis of the judgment of the Joint Sections of the Italian Court of Cassation no. 10869/2025, which qualified as "abnormal" (abnorme) the order rejecting a request for an evidentiary hearing (incidente probatorio) concerning the testimony of the victim of the offences listed in Article 392, paragraph 1-bis, of the Italian Code of Criminal Procedure, where such denial is grounded on the alleged lack of vulnerability of the victim or of the nondeferrable nature of the evidence. The ruling is critically examined and placed within the broader jurisprudential trend aimed at expanding the category of abnormality beyond its original boundaries. The analysis highlights how this doctrine, originally conceived as an exceptional and residual remedy, has gradually turned into an ordinary tool of judicial correction, bent to serve values selected from time to time by the Supreme Court, with significant repercussions on the principle of procedural legality. Given the inadequacy of the traditional categories of structural and functional abnormality to account for current jurisprudential developments, the analysis proposes the recognition of a new figure, which may be termed "teleological abnormality", grounded in balancing operations between adherence to procedural forms and substantive values deemed prevailing. The concluding remarks address the systemic implications of this drift, with particular regard to the tension with the principle of the judge's subjection to the law, the emergence of the figure of the "victim" in the criminal process, and the resilience of fair trial guarantees.
2026
Abnormità, Abnormità strutturale, Abnormità teleologica, Incidente probatorio, Legalità processuale, Vittima vulnerabile
Il contributo analizza criticamente la sentenza delle Sezioni unite n. 10869/2025, che ha qualificato come abnorme il provvedimento di rigetto della richiesta di incidente probatorio avente ad oggetto la testimonianza della persona offesa nei reati di cui all’art. 392, comma 1-bis c.p.p., quando il diniego sia motivato sulla ritenuta insussistenza della vulnerabilità o della non rinviabilità della prova. Viene analizzata criticamente la decisione, collocandola nel solco di una più ampia tendenza giurisprudenziale volta all’estensione della categoria dell’abnormità oltre i suoi confini originari. Si evidenzia come l’istituto, concepito quale rimedio eccezionale e residuale, si sia gradualmente trasformato in strumento ordinario di correzione giudiziaria, piegato al servizio di valori di volta in volta selezionati dalla Suprema corte, con significative ricadute sul principio di legalità processuale. A fronte dell’inadeguatezza delle tradizionali categorie dell’abnormità strutturale e funzionale a descrivere gli attuali approdi giurisprudenziali, l’analisi propone il riconoscimento di una nuova figura, qualificabile come “abnormità teleologica”, fondata su operazioni di bilanciamento tra rispetto delle forme e valori sostanziali ritenuti preminenti. Le riflessioni conclusive si soffermano sulle implicazioni sistemiche di tale deriva, con particolare riguardo alla tensione con il principio di soggezione del giudice alla legge, all’irrompere della figura della “vittima” nel processo penale e alla tenuta delle garanzie del giusto processo.
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