Tra le pratiche di profilazione e categorizzazione sociale, il credit scoring rappresenta un punto di frizione significativo tra innovazione tecnologica e tutela dei diritti fondamentali. Strumento di valutazione automatizzata dell’affidabilità creditizia, incide sulla dignità della persona, sul principio di eguaglianza e sulla protezione dei dati personali. La Corte di giustizia dell’Unione europea sta assumendo un ruolo centrale nella garanzia di tali diritti, grazie ad un’interpretazione estensiva delle nozioni e dei principi previsti dalla disciplina vigente, in particolare dal GDPR alla direttiva sul credito al consumo. Il legislatore dell’Unione, pur avendo l’occasione di recepire tale approccio garantista all’interno dell’AI Act, ha, invece, optato per una regolazione minimale, limitandosi a vietare solo le forme più estreme di credit scoring. Tale approccio regolatorio rischia di generare tensioni nei rapporti tra ordinamenti. Le formule generiche utilizzate dal legislatore sovranazionale nonché gli ampi poteri che il regolamento sull’IA riconosce in capo alla Commissione europea mettono, poi, alla prova i (delicati) assetti istituzionali.
Credit scoring: il bilanciamento dei diritti fondamentali nell’AI Act
Marzia Perlot
2025
Abstract
Tra le pratiche di profilazione e categorizzazione sociale, il credit scoring rappresenta un punto di frizione significativo tra innovazione tecnologica e tutela dei diritti fondamentali. Strumento di valutazione automatizzata dell’affidabilità creditizia, incide sulla dignità della persona, sul principio di eguaglianza e sulla protezione dei dati personali. La Corte di giustizia dell’Unione europea sta assumendo un ruolo centrale nella garanzia di tali diritti, grazie ad un’interpretazione estensiva delle nozioni e dei principi previsti dalla disciplina vigente, in particolare dal GDPR alla direttiva sul credito al consumo. Il legislatore dell’Unione, pur avendo l’occasione di recepire tale approccio garantista all’interno dell’AI Act, ha, invece, optato per una regolazione minimale, limitandosi a vietare solo le forme più estreme di credit scoring. Tale approccio regolatorio rischia di generare tensioni nei rapporti tra ordinamenti. Le formule generiche utilizzate dal legislatore sovranazionale nonché gli ampi poteri che il regolamento sull’IA riconosce in capo alla Commissione europea mettono, poi, alla prova i (delicati) assetti istituzionali.I documenti in SFERA sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


