In una recente pronuncia la Corte di cassazione si esprime negativamente circa la facoltà, per un detenuto in regime speciale ex art. 41-bis O.P. di spedire un pacco postale al tutore legale. Il rigetto muove dall’asserita impossibilità di ricondurre la corrispondenza non epistolare al paradigma del diritto soggettivo, cui segue, come corollario, la mancata estensione delle garanzie di cui all’art. 35-bis O.P. Lo studio approfondisce il perimetro di tutela offerto dall’art. 15 Cost., indagando il concetto di corrispondenza non epistolare, così come disciplinato nel complesso panorama legislativo. Particolare attenzione è rivolta all’esame comparato delle disposizioni previste in materia dal diritto penitenziario, processuale penale e postale, per comprendere se l’esclusione del pacco dallo spettro di protezione costituzionale sia davvero così inequivocabile. Ne risulta una nozione frastagliata di corrispondenza, tale per cui non sembra improprio prospettare, in via interpretativa, la possibilità di includere nell’art. 15 Cost. anche l’involucro in parola e qualificare la volontà di inviarlo come una proiezione della libertà fondamentale protetta dalla fonte primaria. Infine, il contributo analizza come la soluzione proposta si concili con le finalità proprie del regime differenziato, alla luce del quadro normativo esistente.
Invio di corrispondenza non epistolare, regime speciale dell'art. 41-bis O.P. e tutela giurisdizionale
Sara Hamado
2024
Abstract
In una recente pronuncia la Corte di cassazione si esprime negativamente circa la facoltà, per un detenuto in regime speciale ex art. 41-bis O.P. di spedire un pacco postale al tutore legale. Il rigetto muove dall’asserita impossibilità di ricondurre la corrispondenza non epistolare al paradigma del diritto soggettivo, cui segue, come corollario, la mancata estensione delle garanzie di cui all’art. 35-bis O.P. Lo studio approfondisce il perimetro di tutela offerto dall’art. 15 Cost., indagando il concetto di corrispondenza non epistolare, così come disciplinato nel complesso panorama legislativo. Particolare attenzione è rivolta all’esame comparato delle disposizioni previste in materia dal diritto penitenziario, processuale penale e postale, per comprendere se l’esclusione del pacco dallo spettro di protezione costituzionale sia davvero così inequivocabile. Ne risulta una nozione frastagliata di corrispondenza, tale per cui non sembra improprio prospettare, in via interpretativa, la possibilità di includere nell’art. 15 Cost. anche l’involucro in parola e qualificare la volontà di inviarlo come una proiezione della libertà fondamentale protetta dalla fonte primaria. Infine, il contributo analizza come la soluzione proposta si concili con le finalità proprie del regime differenziato, alla luce del quadro normativo esistente.I documenti in SFERA sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


