Il tempo delle crisi globali si confronta allora con una formazione inadeguata. Perché? Perché emozione e ragione confliggono in quanto il modello di razionalità con cui leggiamo la realtà è il medesimo che ha portato ai disastri gridati sulle pagini dei quotidiani. L’emergenza, per essere compresa, necessita di un linguaggio plurale, di un tempo lungo, di un pensare-sentire connettivo, di una sensibilità relazionale, di una mente appassionata, di una forte tensione etica. Il contrario di quello che le politiche formative occidentali inseguono. A fronte di questo magma complesso, le riflessioni che il volume di Righetti ci offre indagano sui presupposti di un’educazione innovativa che trova i suoi fondamenti nella giustizia sociale. L’autore entra nel ricco dibattito avviato dagli studi de-coloniali con l’intento di svelarne gli impliciti formativi, al fine di proporre una disamina dei processi e dei discorsi che narrano la contemporaneità. A partire da tale analisi, il saggio propone un’epistemologia del tempo presente come ipotesi di lavoro per avviare un processo di coscientizzazione delle dinamiche in atto. L’analisi serrata sulle condizioni della postmodernità giunge così a formulare una proposta educativa di sicuro interesse per la nostra scuola a partire dai suoi primi gradi.
Introduzione. I nuovi scenari dell’Educazione
Anita Gramigna
2026
Abstract
Il tempo delle crisi globali si confronta allora con una formazione inadeguata. Perché? Perché emozione e ragione confliggono in quanto il modello di razionalità con cui leggiamo la realtà è il medesimo che ha portato ai disastri gridati sulle pagini dei quotidiani. L’emergenza, per essere compresa, necessita di un linguaggio plurale, di un tempo lungo, di un pensare-sentire connettivo, di una sensibilità relazionale, di una mente appassionata, di una forte tensione etica. Il contrario di quello che le politiche formative occidentali inseguono. A fronte di questo magma complesso, le riflessioni che il volume di Righetti ci offre indagano sui presupposti di un’educazione innovativa che trova i suoi fondamenti nella giustizia sociale. L’autore entra nel ricco dibattito avviato dagli studi de-coloniali con l’intento di svelarne gli impliciti formativi, al fine di proporre una disamina dei processi e dei discorsi che narrano la contemporaneità. A partire da tale analisi, il saggio propone un’epistemologia del tempo presente come ipotesi di lavoro per avviare un processo di coscientizzazione delle dinamiche in atto. L’analisi serrata sulle condizioni della postmodernità giunge così a formulare una proposta educativa di sicuro interesse per la nostra scuola a partire dai suoi primi gradi.I documenti in SFERA sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


