Le ricerche archeologiche condotte nel riparo di Barma Cotze (Donnas) tra agosto e settembre 2024, sotto la direzione dell’Università di Ferrara in convenzione con la Regione Valle d’Aosta, si sono concentrate sull'apertura di una nuova area di scavo di sei metri quadrati nel settore meridionale, individuata grazie alle anomalie georadar che suggerivano la presenza di elementi lapidei legati alla necropoli. Dopo la documentazione fotogrammetrica iniziale, l'asportazione dello strato superficiale (US 1) ha rivelato l'unità US 1II, caratterizzata da un compatto orizzonte di placchette planari, che tuttavia si esauriva parzialmente verso i quadrati controparete per lasciare spazio alla sottostante US 4. In una porzione del settore sud-orientale è emerso un inedito deposito limo-sabbioso giallastro e fortemente bioturbato, denominato US 36. Procedendo in profondità, lo scavo di US 4 e del taglio artificiale US 4II ha consentito di intercettare l'antico piano di calpestio (US 16) e di documentare un complesso palinsesto strutturale: un muretto a secco angolare (US 42) con il relativo crollo (US 40), una pavimentazione a ciottoli arrotondati (US 39) e una piattaforma di lastre piatte (US 37) ascrivibile a una fase successiva. Al di sotto dei blocchi di crollo e parzialmente coperta dall'acciottolato, è stata individuata una lastra trapezoidale sbozzata (US 41) che sigillava i sottili montanti verticali della Tomba 4 (T4), una cista litica di piccolissime dimensioni. Lo svuotamento del riempimento interno della sepoltura (US 43), caratterizzato da una matrice limosa disomogenea, ha restituito solo un minutissimo frammento osseo e un carbone per le datazioni, confermando la deperibilità o l'assenza di macro-resti umani riscontrata nelle altre tombe del sito. Raggiunto il fondo della cista (US 44), coincidente con il tetto del substrato sterile (US 5), è stata campionata una sottostante crosta di alterazione (US 45). La campagna si è conclusa con il rilievo tridimensionale delle unità, il prelievo di campioni indisturbati per analisi di micromorfologia e DNA antico, e la consueta messa in sicurezza dell'area tramite una copertura in legname fornita dall'amministrazione comunale.

Barma Cotze

Federica Fontana;Davide Visentin;Nicolò Fasser;Marzio Cecchetti
2024

Abstract

Le ricerche archeologiche condotte nel riparo di Barma Cotze (Donnas) tra agosto e settembre 2024, sotto la direzione dell’Università di Ferrara in convenzione con la Regione Valle d’Aosta, si sono concentrate sull'apertura di una nuova area di scavo di sei metri quadrati nel settore meridionale, individuata grazie alle anomalie georadar che suggerivano la presenza di elementi lapidei legati alla necropoli. Dopo la documentazione fotogrammetrica iniziale, l'asportazione dello strato superficiale (US 1) ha rivelato l'unità US 1II, caratterizzata da un compatto orizzonte di placchette planari, che tuttavia si esauriva parzialmente verso i quadrati controparete per lasciare spazio alla sottostante US 4. In una porzione del settore sud-orientale è emerso un inedito deposito limo-sabbioso giallastro e fortemente bioturbato, denominato US 36. Procedendo in profondità, lo scavo di US 4 e del taglio artificiale US 4II ha consentito di intercettare l'antico piano di calpestio (US 16) e di documentare un complesso palinsesto strutturale: un muretto a secco angolare (US 42) con il relativo crollo (US 40), una pavimentazione a ciottoli arrotondati (US 39) e una piattaforma di lastre piatte (US 37) ascrivibile a una fase successiva. Al di sotto dei blocchi di crollo e parzialmente coperta dall'acciottolato, è stata individuata una lastra trapezoidale sbozzata (US 41) che sigillava i sottili montanti verticali della Tomba 4 (T4), una cista litica di piccolissime dimensioni. Lo svuotamento del riempimento interno della sepoltura (US 43), caratterizzato da una matrice limosa disomogenea, ha restituito solo un minutissimo frammento osseo e un carbone per le datazioni, confermando la deperibilità o l'assenza di macro-resti umani riscontrata nelle altre tombe del sito. Raggiunto il fondo della cista (US 44), coincidente con il tetto del substrato sterile (US 5), è stata campionata una sottostante crosta di alterazione (US 45). La campagna si è conclusa con il rilievo tridimensionale delle unità, il prelievo di campioni indisturbati per analisi di micromorfologia e DNA antico, e la consueta messa in sicurezza dell'area tramite una copertura in legname fornita dall'amministrazione comunale.
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