Le indagini archeologiche condotte a Barma Cotze (Donnas) nell'agosto 2023, sotto la direzione dell’Università di Ferrara in convenzione con la Regione Valle d’Aosta, hanno visto l'ampliamento dello scavo di circa nove metri quadrati nei settori di Nord-Ovest e Sud-Est, portando la superficie totale indagata a venti metri quadrati. Dopo la rimozione del sedimento di protezione e del geotessuto, le operazioni sono iniziate con l'asportazione dello strato superficiale (US 1), caratterizzato da matrice sabbio-limosa e manufatti peculiari come un elemento discoidale in scisto sbozzato. Nel settore di Sud-Est è stato individuato un disturbo dovuto ad apparati radicali (US 26) e si è appurato che il muretto a secco limitrofo si imposta sul sottostante strato US 1II, contraddistinto da placchette planari e colluvi. Nel settore di Nord-Ovest, la rimozione di US 1II ha esposto la prosecuzione delle unità US 4 e US 4II, che presentavano frammenti ceramici e rari supporti litici in cristallo di rocca, selce e quarzo. Lo scavo è poi proseguito in quest'area fino all'antico piano di calpestio (US 16), mettendo in luce un allineamento strutturato di pietre (US 27) e la cista litica della Tomba 3 (T3), parzialmente coperta da crolli e da un piccolo segnacolo (US 18). Previa rimozione della lastra di copertura, gli archeologi hanno scavato i riempimenti della tomba (UUSS 28, 29 e 32), recuperando ghiande carbonizzate ma nessun resto umano; l'indagine ha chiarito che i montanti della T3 poggiano sul terreno basale (US 5) e che la struttura presenta dettagli costruttivi unici, differenziandosi dalle altre ciste per l'assenza di alette laterali sul lato nord. Sono state inoltre indagate alcune strutture adiacenti, come un ammasso di blocchi di scisto (US 30) e il relativo riempimento di una depressione (US 31), mentre nel settore centrale sono stati approfonditi gli scavi della Tomba 2, ridefinendone i livelli interni, e della Tomba 1 per accertarne il fondo. La campagna si è conclusa con accurati rilievi fotogrammetrici, inventari dei reperti e prelievi di campioni indisturbati per analisi di micromorfologia e DNA antico, sigillando infine il sito con geotessuto e una copertura protettiva in tavole di legno grazie al supporto del Comune.
Barma Cotze
Federica Fontana
;Davide Visentin;Nicolò Fasser
2023
Abstract
Le indagini archeologiche condotte a Barma Cotze (Donnas) nell'agosto 2023, sotto la direzione dell’Università di Ferrara in convenzione con la Regione Valle d’Aosta, hanno visto l'ampliamento dello scavo di circa nove metri quadrati nei settori di Nord-Ovest e Sud-Est, portando la superficie totale indagata a venti metri quadrati. Dopo la rimozione del sedimento di protezione e del geotessuto, le operazioni sono iniziate con l'asportazione dello strato superficiale (US 1), caratterizzato da matrice sabbio-limosa e manufatti peculiari come un elemento discoidale in scisto sbozzato. Nel settore di Sud-Est è stato individuato un disturbo dovuto ad apparati radicali (US 26) e si è appurato che il muretto a secco limitrofo si imposta sul sottostante strato US 1II, contraddistinto da placchette planari e colluvi. Nel settore di Nord-Ovest, la rimozione di US 1II ha esposto la prosecuzione delle unità US 4 e US 4II, che presentavano frammenti ceramici e rari supporti litici in cristallo di rocca, selce e quarzo. Lo scavo è poi proseguito in quest'area fino all'antico piano di calpestio (US 16), mettendo in luce un allineamento strutturato di pietre (US 27) e la cista litica della Tomba 3 (T3), parzialmente coperta da crolli e da un piccolo segnacolo (US 18). Previa rimozione della lastra di copertura, gli archeologi hanno scavato i riempimenti della tomba (UUSS 28, 29 e 32), recuperando ghiande carbonizzate ma nessun resto umano; l'indagine ha chiarito che i montanti della T3 poggiano sul terreno basale (US 5) e che la struttura presenta dettagli costruttivi unici, differenziandosi dalle altre ciste per l'assenza di alette laterali sul lato nord. Sono state inoltre indagate alcune strutture adiacenti, come un ammasso di blocchi di scisto (US 30) e il relativo riempimento di una depressione (US 31), mentre nel settore centrale sono stati approfonditi gli scavi della Tomba 2, ridefinendone i livelli interni, e della Tomba 1 per accertarne il fondo. La campagna si è conclusa con accurati rilievi fotogrammetrici, inventari dei reperti e prelievi di campioni indisturbati per analisi di micromorfologia e DNA antico, sigillando infine il sito con geotessuto e una copertura protettiva in tavole di legno grazie al supporto del Comune.I documenti in SFERA sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


