Tra agosto e settembre 2021 sono riprese le attività di scavo presso il riparo di Barma Cotze 2, sotto la direzione dell'Università di Ferrara in convenzione con la Regione Valle d’Aosta, con la partecipazione di vari collaboratori e studenti. Dopo la delimitazione del cantiere e il riposizionamento dei punti fissi stabiliti nel 2019, l'indagine è stata inizialmente ampliata di quattro metri quadrati. Lo scavo dello strato superficiale e delle unità stratigrafiche successive ha portato al recupero di frammenti ceramici, manufatti in selce, cristallo di rocca e quarzite locale, oltre a rari resti faunistici combusti e a un'accettina in pietra levigata. Approfondendo le indagini, gli archeologi hanno individuato una serie di grandi lastre di pietra disposte verticalmente e orizzontalmente, rivelando la presenza di una struttura funeraria a cista litica, denominata T1. Per metterne in luce l'intero sviluppo verso nord, l'area di scavo è stata ulteriormente ampliata. All'interno della cista sono stati identificati e asportati diversi strati di riempimento, ma non sono state rinvenute tracce evidenti dello scheletro, se si esclude un piccolo frammento osseo indeterminabile. La tomba mostra segni di un antico cedimento del versante verso valle e potrebbe essere stata violata in passato oppure mai utilizzata. Lo scavo ha inoltre permesso di individuare l'antico piano di calpestio associato alla struttura e di ipotizzare, in base ai materiali rinvenuti, una datazione preliminare al Neolitico medio-recente o all'Età del Rame. A ovest della tomba è emersa anche una seconda grande lastra che fa ipotizzare la presenza di una nuova cista. Tutte le operazioni sono state documentate con riprese fotografiche per modelli 3D, registrando 169 reperti coordinati, mentre il sedimento prelevato è stato trasportato a valle tramite teleferica per essere sottoposto a flottazione e setacciatura ad acqua.
Barma Cotze
Federica Fontana
;Davide Visentin;Nicolò Fasser
2021
Abstract
Tra agosto e settembre 2021 sono riprese le attività di scavo presso il riparo di Barma Cotze 2, sotto la direzione dell'Università di Ferrara in convenzione con la Regione Valle d’Aosta, con la partecipazione di vari collaboratori e studenti. Dopo la delimitazione del cantiere e il riposizionamento dei punti fissi stabiliti nel 2019, l'indagine è stata inizialmente ampliata di quattro metri quadrati. Lo scavo dello strato superficiale e delle unità stratigrafiche successive ha portato al recupero di frammenti ceramici, manufatti in selce, cristallo di rocca e quarzite locale, oltre a rari resti faunistici combusti e a un'accettina in pietra levigata. Approfondendo le indagini, gli archeologi hanno individuato una serie di grandi lastre di pietra disposte verticalmente e orizzontalmente, rivelando la presenza di una struttura funeraria a cista litica, denominata T1. Per metterne in luce l'intero sviluppo verso nord, l'area di scavo è stata ulteriormente ampliata. All'interno della cista sono stati identificati e asportati diversi strati di riempimento, ma non sono state rinvenute tracce evidenti dello scheletro, se si esclude un piccolo frammento osseo indeterminabile. La tomba mostra segni di un antico cedimento del versante verso valle e potrebbe essere stata violata in passato oppure mai utilizzata. Lo scavo ha inoltre permesso di individuare l'antico piano di calpestio associato alla struttura e di ipotizzare, in base ai materiali rinvenuti, una datazione preliminare al Neolitico medio-recente o all'Età del Rame. A ovest della tomba è emersa anche una seconda grande lastra che fa ipotizzare la presenza di una nuova cista. Tutte le operazioni sono state documentate con riprese fotografiche per modelli 3D, registrando 169 reperti coordinati, mentre il sedimento prelevato è stato trasportato a valle tramite teleferica per essere sottoposto a flottazione e setacciatura ad acqua.I documenti in SFERA sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


