La tesi parte dall'idea, emersa dalla letteratura, che il turismo costiero non può essere compreso osservando le singole organizzazioni, ma deve essere interpretato come una rete di attori interdipendenti. Ogni attore contribuisce con le proprie risorse e competenze, spesso con obiettivi contrastanti che generano interessanti dinamiche di collaborazione, conflitto o coordinamento. Su questa base, la tesi analizza il ruolo dell'innovazione nei settori dei servizi e l'evoluzione del modello di business turistico contemporaneo. L'attenzione si sposta poi sulle definizioni e sui tipi di reti e sulle implicazioni della teoria degli stakeholder in questo tipo di contesto. I modelli a quadrupla e quintupla elica aiutano a riconoscere l'interdipendenza tra ambiente, conoscenza e società civile nei processi di innovazione territoriale. Anche l'economia circolare si inserisce in questo scenario, particolarmente rilevante per l'istituzione territoriale della gestione dei rifiuti. Per comprendere appieno la struttura delle relazioni, viene utilizzato il quadro di analisi dei social network per visualizzare connessioni, ruoli e centralità. Il lavoro si inserisce nel dibattito sul turismo costiero sostenibile, partendo dalle caratteristiche delle organizzazioni turistiche e dai modelli internazionali. Vengono esaminate le varie imprese coinvolte, così come le questioni di governance che emergono sulla costa italiana. Per affrontare in modo più approfondito la sostenibilità nelle sue tre dimensioni, viene sviluppato un confronto tra Emilia-Romagna e Catalogna per evidenziare le somiglianze nell'organizzazione dei servizi e le differenze nei modelli istituzionali. La metodologia combina l'analisi teorica con la ricerca qualitativa e quantitativa. Le domande di ricerca mirano a comprendere come sono strutturate le relazioni tra gli attori e come influenzano la capacità del territorio di sviluppare innovazione in senso di sostenibilità, e quali forme di gestione sono necessarie per raggiungere questo obiettivo. La mappatura degli stakeholder e la selezione dei casi studio sono integrate da una lettura territoriale basata su elementi di biodiversità costiera e archeologia, che aiutano a interpretare il rapporto tra risorse naturali, patrimonio culturale e sviluppo turistico. I temi del potere, dell'interesse e della collaborazione guidano l'analisi empirica, che affronta infine l'esplorazione di una possibile struttura di coordinamento intermedia in grado di migliorare la cooperazione tra gli stakeholder. La Social Network Analysis condotta utilizzando un software quantitativo (Pajek), consente di identificare i nodi centrali, i legami forti, i cluster e le aree di frammentazione. I risultati mostrano che le cooperative di bagnini rappresentano un modello organizzativo realmente originale, soprattutto se confrontato con altri contesti europei. La triangolazione con i dati provenienti dal settore ricettivo, dalle istituzioni, dai servizi culturali e dalle attività ricreative contribuisce ad ampliare la visione. Particolare attenzione è riservata alla biodiversità e alle normative sulle specie protette, elementi che complicano direttamente la gestione delle spiagge ma che possono anche generare un'attrattiva inaspettata per il territorio. Anche l'archeologia emerge come una risorsa strategica, in grado di diversificare potenzialmente l'offerta, rafforzando l'identità dei luoghi. La tesi mostra che il sistema turistico costiero e le possibilità di innovazione al suo interno possono essere compresi solo considerando le relazioni che lo caratterizzano. Da questa prospettiva, diventa chiara la necessità di una mesostruttura, ovvero un livello organizzativo intermedio che faciliti il coordinamento con il territorio per la sostenibilità.
The thesis starts from the idea emerging from literature that coastal tourism cannot be understood by observing individual organizations alone, but must be interpreted as a network of interdependent actors. A network is a structure of relationships that unites local stakeholders (businesses, institutions, local communities, and cultural organizations), shaping the tourist destination deeply. Each actor contributes its resources and skills, often with conflicting objectives that generate interesting dynamics of collaboration, conflict, or coordination. On this basis, the thesis analyzes the role of innovation in service sectors and the evolution of the contemporary tourism business model. The focus then shifts to the definitions and types of networks and the implications of stakeholder theory in this type of context. The quadruple and quintuple helix models help recognize the interdependence of the environment, knowledge, and civil society in territorial innovation processes. The circular economy also fits into this scenario, particularly relevant for the territorial institution of waste management. To truly understand the structure of relationships, the Social Network Analysis framework is used to visualize connections, roles, and centrality. The work is part of the debate on sustainable coastal tourism, starting from the characteristics of tourism organizations and international models. The various businesses involved are examined, as are the governance issues that emerge on the Italian coast. To truly address sustainability in its three dimensions in a deeper way, a comparison between Emilia-Romagna and Catalonia is developed to highlight similarities in the organization of services and differences in institutional models. The methodology combines theoretical analysis with qualitative and quantitative research. The research questions aim to understand how relationships between actors are structured and how they influence the territory's ability to develop innovation in the sense of sustainability, and what forms of management are necessary to achieve this goal. Stakeholder mapping and case study selection are complemented by a territorial reading based on elements of coastal biodiversity and archaeology, which help to interpret the relationship between natural resources, cultural heritage, and tourism development. The themes of power, interest, and collaboration guide the empirical analysis, which finally addresses the exploration of a possible intermediate coordination structure capable of improving cooperation between stakeholders. Social Network Analysis, conducted using quantitative software (Pajek), allows for the identification of central nodes, strong links, clusters, and areas of fragmentation. The results show that lifeguard cooperatives represent a real original organizational model, especially in comparison to other European contexts. The triangulation with data from the hospitality sector, institutions, cultural services, and leisure activities helps to enlarge the vision, maintaining a necessary balance. Particular attention is paid to biodiversity and regulations on protected species, elements that directly complicate beach management but also can generate unexpected attractiveness for the territory. Archaeology also emerges as a strategic resource, capable of potentially diversifying the offer, strengthening the identity of places. The thesis concludes by showing that the coastal tourism system and the possibilities for sustainable innovation within it can only be understood by considering the relationships that bind it. From this perspective, the need for a mesostructure, i.e., an intermediate organizational level that facilitates coordination with the territory, innovation, sustainability, and fundraising, becomes clear. The mesostructure does not replace institutions or individual organizations but can enforce the possibility of sustainable survival of attractiveness for the territory.
Managing coastal tourism networks for sustainable innovation: interdisciplinary evidence from the Emilia-Romagna coastline and international examples
BUDONI, CECILIA
2026
Abstract
La tesi parte dall'idea, emersa dalla letteratura, che il turismo costiero non può essere compreso osservando le singole organizzazioni, ma deve essere interpretato come una rete di attori interdipendenti. Ogni attore contribuisce con le proprie risorse e competenze, spesso con obiettivi contrastanti che generano interessanti dinamiche di collaborazione, conflitto o coordinamento. Su questa base, la tesi analizza il ruolo dell'innovazione nei settori dei servizi e l'evoluzione del modello di business turistico contemporaneo. L'attenzione si sposta poi sulle definizioni e sui tipi di reti e sulle implicazioni della teoria degli stakeholder in questo tipo di contesto. I modelli a quadrupla e quintupla elica aiutano a riconoscere l'interdipendenza tra ambiente, conoscenza e società civile nei processi di innovazione territoriale. Anche l'economia circolare si inserisce in questo scenario, particolarmente rilevante per l'istituzione territoriale della gestione dei rifiuti. Per comprendere appieno la struttura delle relazioni, viene utilizzato il quadro di analisi dei social network per visualizzare connessioni, ruoli e centralità. Il lavoro si inserisce nel dibattito sul turismo costiero sostenibile, partendo dalle caratteristiche delle organizzazioni turistiche e dai modelli internazionali. Vengono esaminate le varie imprese coinvolte, così come le questioni di governance che emergono sulla costa italiana. Per affrontare in modo più approfondito la sostenibilità nelle sue tre dimensioni, viene sviluppato un confronto tra Emilia-Romagna e Catalogna per evidenziare le somiglianze nell'organizzazione dei servizi e le differenze nei modelli istituzionali. La metodologia combina l'analisi teorica con la ricerca qualitativa e quantitativa. Le domande di ricerca mirano a comprendere come sono strutturate le relazioni tra gli attori e come influenzano la capacità del territorio di sviluppare innovazione in senso di sostenibilità, e quali forme di gestione sono necessarie per raggiungere questo obiettivo. La mappatura degli stakeholder e la selezione dei casi studio sono integrate da una lettura territoriale basata su elementi di biodiversità costiera e archeologia, che aiutano a interpretare il rapporto tra risorse naturali, patrimonio culturale e sviluppo turistico. I temi del potere, dell'interesse e della collaborazione guidano l'analisi empirica, che affronta infine l'esplorazione di una possibile struttura di coordinamento intermedia in grado di migliorare la cooperazione tra gli stakeholder. La Social Network Analysis condotta utilizzando un software quantitativo (Pajek), consente di identificare i nodi centrali, i legami forti, i cluster e le aree di frammentazione. I risultati mostrano che le cooperative di bagnini rappresentano un modello organizzativo realmente originale, soprattutto se confrontato con altri contesti europei. La triangolazione con i dati provenienti dal settore ricettivo, dalle istituzioni, dai servizi culturali e dalle attività ricreative contribuisce ad ampliare la visione. Particolare attenzione è riservata alla biodiversità e alle normative sulle specie protette, elementi che complicano direttamente la gestione delle spiagge ma che possono anche generare un'attrattiva inaspettata per il territorio. Anche l'archeologia emerge come una risorsa strategica, in grado di diversificare potenzialmente l'offerta, rafforzando l'identità dei luoghi. La tesi mostra che il sistema turistico costiero e le possibilità di innovazione al suo interno possono essere compresi solo considerando le relazioni che lo caratterizzano. Da questa prospettiva, diventa chiara la necessità di una mesostruttura, ovvero un livello organizzativo intermedio che faciliti il coordinamento con il territorio per la sostenibilità.I documenti in SFERA sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


