Il contributo affronta le sfide giuridiche e organizzative poste dall’introduzione della telemedicina negli istituti penitenziari, adottando una prospettiva comparata che si incentra sull’esperienza degli Stati Uniti d’America. Dopo una ricostruzione delle caratteristiche del sistema carcerario statunitense e delle criticità che segnano l’assistenza sanitaria ai detenuti oltreoceano, il capitolo evidenzia come la telemedicina possa costituire uno strumento idoneo a migliorare l’accesso alle cure in contesti caratterizzati da carenze strutturali, scarsità di personale specializzato e difficoltà logistiche. L’analisi prende in esame i principali ambiti applicativi della sanità digitale in carcere, con particolare riguardo alla telepsichiatria, al trattamento delle dipendenze da sostanze stupefacenti e alla gestione delle malattie infettive croniche, mettendone in luce potenzialità, limiti e problematiche emergenti. Specifica attenzione è inoltre dedicata al parallelismo tra telemedicina penitenziaria e videoconferenze processuali, rilevando come il funzionamento di entrambe dipenda dalla disponibilità di strumenti tecnologici adeguati, pur con ricadute differenti sul piano della tutela dei diritti del soggetto detenuto. Il caso statunitense viene infine valorizzato quale occasione di riflessione metodologica per lo sviluppo concreto di programmi di telesanità penitenziaria in Italia, nel rispetto dei principi di effettività delle cure, dignità della persona e buon andamento della pubblica amministrazione.

Uno sguardo oltreoceano alle sfide della telemedicina in carcere

Tronchin Niccolò
2026

Abstract

Il contributo affronta le sfide giuridiche e organizzative poste dall’introduzione della telemedicina negli istituti penitenziari, adottando una prospettiva comparata che si incentra sull’esperienza degli Stati Uniti d’America. Dopo una ricostruzione delle caratteristiche del sistema carcerario statunitense e delle criticità che segnano l’assistenza sanitaria ai detenuti oltreoceano, il capitolo evidenzia come la telemedicina possa costituire uno strumento idoneo a migliorare l’accesso alle cure in contesti caratterizzati da carenze strutturali, scarsità di personale specializzato e difficoltà logistiche. L’analisi prende in esame i principali ambiti applicativi della sanità digitale in carcere, con particolare riguardo alla telepsichiatria, al trattamento delle dipendenze da sostanze stupefacenti e alla gestione delle malattie infettive croniche, mettendone in luce potenzialità, limiti e problematiche emergenti. Specifica attenzione è inoltre dedicata al parallelismo tra telemedicina penitenziaria e videoconferenze processuali, rilevando come il funzionamento di entrambe dipenda dalla disponibilità di strumenti tecnologici adeguati, pur con ricadute differenti sul piano della tutela dei diritti del soggetto detenuto. Il caso statunitense viene infine valorizzato quale occasione di riflessione metodologica per lo sviluppo concreto di programmi di telesanità penitenziaria in Italia, nel rispetto dei principi di effettività delle cure, dignità della persona e buon andamento della pubblica amministrazione.
2026
979-12-5771-034-7
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