Il settore delle costruzioni sta attraversando una profonda trasformazione digitale, guidata da crescenti esigenze di interoperabilità, trasparenza e pratiche collaborative. In Italia, tale transizione è stata accelerata dal quadro normativo nazionale, in particolare dal Decreto BIM (D.M. 560/2017), che introduce l’adozione progressiva del Building Information Modelling (BIM) nelle opere pubbliche. Sebbene architettura e ingegneria abbiano già definito procedure digitali consolidate, la disciplina del paesaggio rimane solo marginalmente rappresentata all’interno di questi workflow, evidenziando un limite strutturale nella pratica attuale. La tesi affronta questa limitata integrazione proponendo un approccio progettuale interoperabile che consenta alla progettazione paesaggistica di raggiungere un analogo livello di integrazione digitale rispetto agli altri ambiti progettuali. Il workflow sviluppato permette ai progettisti del paesaggio di utilizzare il BIM in relazione alle esigenze di carattere ambientale, preservando al contempo la centralità del ragionamento progettuale e facendo diventare i dati un supporto attivo alle scelte, senza sostituire il ruolo interpretativo e decisionale del progettista. I progetti di paesaggio si fondano su analisi spaziali tradizionalmente condotte tramite strumenti di Geographic Information Systems (GIS), essenziali per operare su scale territoriali, gestire dati ambientali e interpretare l’eterogeneità spaziale. Il GIS consente inoltre l’elaborazione di dataset provenienti da Earth Observation (EO), tuttavia, nonostante il valore ampiamente riconosciuto, rimane ancora insufficientemente integrato con il BIM, orientato principalmente verso la modellazione di elementi a scala edilizia e infrastrutturale. La ricerca indaga in che modo la progettazione paesaggistica possa essere efficacemente incorporata nei workflow BIM tramite un’interoperabilità diretta con il GIS. In particolare, esplora come i dati ambientali derivanti da piattaforme EO, elaborati e classificati all’interno del GIS, possano essere trasferiti sistematicamente nel BIM sia come geometrie sia come informazione. Tale approccio interoperabile consente al BIM di operare come un ambiente dinamico, data-driven, in cui i parametri non si limitano a documentare le scelte progettuali, ma contribuiscono attivamente a orientarle, riflettendo la natura in continua evoluzione dei sistemi ecologici. Il metodo proposto è stato validato attraverso una sperimentazione multiscalare su tre aree territoriali comprese nel Sito di Interesse Nazionale (SIN) di Bussi sul Tirino, dimostrando come i dati EO e GIS possano supportare diversi obiettivi progettuali, dall’individuazione delle aree strategiche fino alla definizione di strategie di impianto vegetazionale e modifiche topografiche. L’impatto della ricerca si articola su due livelli. Sul piano operativo, dimostra come i dati ambientali possano oltrepassare il ruolo di analisi preliminare per diventare un supporto diretto alla generazione di scenari progettuali all’interno degli ambienti BIM. Sul piano disciplinare, offre alla progettazione del paesaggio un approccio trasferibile che ne rafforza il ruolo nella collaborazione interdisciplinare, assicurando che la conoscenza ecologica e territoriale venga pienamente integrata all’interno di piattaforme digitali condivise.
The construction sector is undergoing a profound digital transformation, increasingly shaped by requirements for interoperability, transparency and collaborative practices. In Italy, this transition has been accelerated by the national normative framework, particularly the Decreto BIM (D.M. 560/2017), which mandates the progressive adoption of Building Information Modelling (BIM) in public works. While architecture and engineering have already established consolidated digital procedures, the landscape discipline remains only marginally represented within these workflows, revealing a structural limitation in current practice. The thesis addresses this lack of integration by proposing an interoperable design approach that brings landscape architecture to the same level of digital integration as other design fields. This new workflow enables landscape architects to employ BIM in a way that responds to environmental data needs while preserving the centrality of design reasoning, allowing data to inform proposals without replacing the interpretative and decision-making role of the designer. Landscape projects rely on spatial analyses traditionally conducted within Geographic Information Systems (GIS), which are essential for managing territorial scales, environmental data and spatial heterogeneity. GIS also enables the processing of Earth Observation (EO) datasets, yet despite its recognised value, it remains insufficiently connected to BIM, which is primarily oriented towards object-based modelling at the building and infrastructural scale. The research investigates how landscape architecture can be effectively incorporated into BIM workflows through direct interoperability with GIS. It examines how environmental data originating from EO platforms, processed and classified within GIS, can be systematically transferred into BIM as both geometry and information. This interoperable approach enables BIM to operate as a dynamic, data-driven environment in which parameters do not merely document design choices but actively inform them, reflecting the evolving nature of ecological systems. The proposed approach was tested across a multiscale application on three territorial areas within the Site of National Interest (SIN) of Bussi sul Tirino, demonstrating how EO and GIS data can support different landscape design objectives, from identifying strategic areas to informing planting strategies and topographic modifications. The impact of the research operates on two levels. Operationally, it demonstrates how environmental data can move beyond preliminary assessments to directly support design scenarios within BIM environments. Disciplinarily, it provides landscape architecture with a transferable approach that strengthens its role within interdisciplinary collaboration, ensuring that ecological and territorial knowledge becomes fully integrated into shared digital platforms.
DATA MERGING FOR A DIGITAL LANDSCAPE. Creative Integration of GIS, BIM and Computational Tools in the Landscape Design Process.
MAGAGNOLI, BEATRICE
2026
Abstract
Il settore delle costruzioni sta attraversando una profonda trasformazione digitale, guidata da crescenti esigenze di interoperabilità, trasparenza e pratiche collaborative. In Italia, tale transizione è stata accelerata dal quadro normativo nazionale, in particolare dal Decreto BIM (D.M. 560/2017), che introduce l’adozione progressiva del Building Information Modelling (BIM) nelle opere pubbliche. Sebbene architettura e ingegneria abbiano già definito procedure digitali consolidate, la disciplina del paesaggio rimane solo marginalmente rappresentata all’interno di questi workflow, evidenziando un limite strutturale nella pratica attuale. La tesi affronta questa limitata integrazione proponendo un approccio progettuale interoperabile che consenta alla progettazione paesaggistica di raggiungere un analogo livello di integrazione digitale rispetto agli altri ambiti progettuali. Il workflow sviluppato permette ai progettisti del paesaggio di utilizzare il BIM in relazione alle esigenze di carattere ambientale, preservando al contempo la centralità del ragionamento progettuale e facendo diventare i dati un supporto attivo alle scelte, senza sostituire il ruolo interpretativo e decisionale del progettista. I progetti di paesaggio si fondano su analisi spaziali tradizionalmente condotte tramite strumenti di Geographic Information Systems (GIS), essenziali per operare su scale territoriali, gestire dati ambientali e interpretare l’eterogeneità spaziale. Il GIS consente inoltre l’elaborazione di dataset provenienti da Earth Observation (EO), tuttavia, nonostante il valore ampiamente riconosciuto, rimane ancora insufficientemente integrato con il BIM, orientato principalmente verso la modellazione di elementi a scala edilizia e infrastrutturale. La ricerca indaga in che modo la progettazione paesaggistica possa essere efficacemente incorporata nei workflow BIM tramite un’interoperabilità diretta con il GIS. In particolare, esplora come i dati ambientali derivanti da piattaforme EO, elaborati e classificati all’interno del GIS, possano essere trasferiti sistematicamente nel BIM sia come geometrie sia come informazione. Tale approccio interoperabile consente al BIM di operare come un ambiente dinamico, data-driven, in cui i parametri non si limitano a documentare le scelte progettuali, ma contribuiscono attivamente a orientarle, riflettendo la natura in continua evoluzione dei sistemi ecologici. Il metodo proposto è stato validato attraverso una sperimentazione multiscalare su tre aree territoriali comprese nel Sito di Interesse Nazionale (SIN) di Bussi sul Tirino, dimostrando come i dati EO e GIS possano supportare diversi obiettivi progettuali, dall’individuazione delle aree strategiche fino alla definizione di strategie di impianto vegetazionale e modifiche topografiche. L’impatto della ricerca si articola su due livelli. Sul piano operativo, dimostra come i dati ambientali possano oltrepassare il ruolo di analisi preliminare per diventare un supporto diretto alla generazione di scenari progettuali all’interno degli ambienti BIM. Sul piano disciplinare, offre alla progettazione del paesaggio un approccio trasferibile che ne rafforza il ruolo nella collaborazione interdisciplinare, assicurando che la conoscenza ecologica e territoriale venga pienamente integrata all’interno di piattaforme digitali condivise.I documenti in SFERA sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


