In un momento segnato da sfide climatiche, sociali e culturali sempre più complesse, gli spazi aperti e liminali dei borghi storici minori sono una risorsa strategica ancora sottovalutata. Questi luoghi, spesso marginalizzati nella pianificazione, possiedono un potenziale trasformativo capace di generare benessere ambientale, coesione sociale e attrattività turistica, radicati nell’identità territoriale. Sebbene gli spazi esterni siano sempre più riconosciuti come ambiti sperimentali per la mitigazione climatica e il comfort, i contesti urbani storici restano poco esplorati e affrontati con approcci frammentati, privi di prospettiva integrata. La letteratura evidenzia un vuoto metodologico: mancano strumenti in grado di interpretare la complessità di tali spazi con un approccio multidimensionale che combini parametri climatici, percettivi, turistici e conservativi. L’obiettivo generale della ricerca è in linea con le politiche nazionali ed europee di transizione ecologica, digitalizzazione e coesione territoriale, con riferimento alla Missione 1 – Componente 3 del PNRR. Lo studio mira a rafforzare la capacità operativa delle Pubbliche Amministrazioni, promuovere un turismo lento e sostenibile e migliorare la qualità ambientale e percettiva degli spazi aperti nei contesti storici. L’obiettivo specifico è sviluppare una struttura tecnica per una lettura multifocale dello spazio pubblico e una metodologia integrata per la valorizzazione delle aree urbane storiche, con attenzione ai borghi minori delle aree interne italiane. Ciò richiede la definizione di un quadro sinottico di parametri climatici e non climatici che influenzano la percezione del comfort esterno e, di conseguenza, il benessere degli utenti. Per affrontare tale complessità, la ricerca si fonda su un’interdisciplinarità strutturata e intenzionale, avviata sin dalle prime fasi come autentica sinergia tra discipline. Il quadro metodologico integra contributi di architettura e urbanistica, economia territoriale, sociologia urbana, pianificazione turistica e climatologia urbana, sviluppati in parallelo sotto una coordinazione scientifica condivisa. Questa convergenza ha permesso di elaborare un tool semplificato multi‑criteriale, accessibile anche a istituzioni con risorse limitate, capace di guidare l’analisi e la gestione degli spazi aperti nei borghi storici e di sostenerne la valorizzazione strategica. L’impatto atteso si articola su più dimensioni: rafforzamento della governance locale, supporto a pratiche di progettazione sostenibile, promozione di itinerari culturali e turistici, miglioramento della qualità urbana e attivazione di processi partecipativi. Il modello, rivolto a Pubbliche Amministrazioni e progettisti, coinvolge anche cittadini e turisti, generando ricadute socio‑economiche tangibili e offrendo alla comunità scientifica uno strumento innovativo e in evoluzione per la rigenerazione di territori fragili e culturalmente significativi. La metodologia si articola in cinque fasi integrate: definizione degli obiettivi, analisi dello stato dell’arte, valutazione dei parametri multidisciplinari, selezione degli indicatori e parametrizzazione, verifica del processo e sviluppo del tool semplificato multi‑criteriale, fino al test applicativo finale. Ogni fase è concepita come parte di un sistema dinamico e iterativo, in cui dati, riflessioni e strumenti vengono affinati per migliorare il modello. Tecniche di verifica basate su confronti incrociati, casi studio e metodi partecipativi garantiscono coerenza e robustezza scientifica. L’intera metodologia, quindi, traduce la complessità interdisciplinare in uno strumento operativo, pensato come dispositivo aperto e implementabile, in grado di sostenere letture integrate degli spazi aperti e guidare scelte progettuali e pianificatorie efficaci e adattabili.
In a historical moment marked by increasingly complex climatic, social, and cultural challenges, the open and liminal spaces of minor historic centres represent a strategic yet underestimated resource. These spaces, often marginalized in urban planning processes, offer transformative potential capable of generating environmental well-being, social cohesion, and tourism attractiveness, deeply rooted in territorial identity. Although outdoor spaces are increasingly recognized in planning and policy frameworks as grounds for climate mitigation and comfort-oriented design, historic urban environments remain insufficiently explored. They are often addressed through fragmented approaches that lack an integrated and multidisciplinary perspective. Scientific literature highlights a significant methodological gap: there is a lack of tools capable of interpreting the complexity of these spaces through an integrated and multidimensional approach, combining climatic, perceptual, touristic, and conservation parameters. The general objective of this research aligns with national and European policies for ecological transition, digitalization, and territorial cohesion, with specific reference to Mission 1 – Component 3 of Italy’s National Recovery and Resilience Plan (PNRR). The study aims to strengthen the operational capacity of Public Administrations, promote slow and sustainable tourism, and enhance the environmental and perceptual quality of open spaces in historic contexts. The specific goal is to develop a technical structure to provide a multifocal reading of public space and an integrated methodology for the valorization of historic urban areas, with a focus on minor historic centers in Italy’s inner regions. This requires defining a synoptic framework of climatic and non-climatic parameters that influence the perception of outdoor comfort and, consequently, users’ overall well-being. To address this complexity, the research is grounded in structured interdisciplinarity, activated from the earliest stages and conceived as genuine synergy among disciplines—not merely an aggregation of expertise. The methodological framework integrates contributions from architecture and urban planning, territorial economics, urban sociology, tourism planning, and urban climatology, developed in parallel under shared scientific coordination. This convergence enables the development of a simplified multi-criteria tool, accessible even to resource-limited institutions, capable of guiding the analysis and management of open spaces in historic villages and supporting their strategic enhancement. The expected impact spans multiple dimensions: strengthening local governance, supporting sustainable design practices, promoting cultural and touristic itineraries, improving urban quality, and activating participatory processes. While the model is primarily addressed to Public Administrations and urban designers, it also engages citizens and tourists, generating tangible socio-economic impacts, and the scientific community, positioning itself as an innovative, transversal, and continuously evolving tool for the regeneration of fragile and culturally significant territories. The research methodology unfolds through five integrated phases: goal setting, state-of-the-art analysis, evaluation of multidisciplinary parameters, selection of indicators and parametrization, process verification and development of a simplified multi-criteria tool, and final application test. Each phase is conceived as part of a dynamic and iterative system, where data, reflections, and tools are continuously refined to enhance the model. Verification techniques through cross-comparisons, case studies, and participatory methods ensured consistency and scientific robustness. The methodology translates interdisciplinary complexity into an operational tool, designed as an open and adaptable framework to support integrated readings of open spaces and guide planning choices.
Enhancing Open Spaces in Minor Historic Centres for Locals and Sustainable Tourism: Multi-parameter and Interdisciplinary Tool for Public Administration
RENATO, Francesca
2026
Abstract
In un momento segnato da sfide climatiche, sociali e culturali sempre più complesse, gli spazi aperti e liminali dei borghi storici minori sono una risorsa strategica ancora sottovalutata. Questi luoghi, spesso marginalizzati nella pianificazione, possiedono un potenziale trasformativo capace di generare benessere ambientale, coesione sociale e attrattività turistica, radicati nell’identità territoriale. Sebbene gli spazi esterni siano sempre più riconosciuti come ambiti sperimentali per la mitigazione climatica e il comfort, i contesti urbani storici restano poco esplorati e affrontati con approcci frammentati, privi di prospettiva integrata. La letteratura evidenzia un vuoto metodologico: mancano strumenti in grado di interpretare la complessità di tali spazi con un approccio multidimensionale che combini parametri climatici, percettivi, turistici e conservativi. L’obiettivo generale della ricerca è in linea con le politiche nazionali ed europee di transizione ecologica, digitalizzazione e coesione territoriale, con riferimento alla Missione 1 – Componente 3 del PNRR. Lo studio mira a rafforzare la capacità operativa delle Pubbliche Amministrazioni, promuovere un turismo lento e sostenibile e migliorare la qualità ambientale e percettiva degli spazi aperti nei contesti storici. L’obiettivo specifico è sviluppare una struttura tecnica per una lettura multifocale dello spazio pubblico e una metodologia integrata per la valorizzazione delle aree urbane storiche, con attenzione ai borghi minori delle aree interne italiane. Ciò richiede la definizione di un quadro sinottico di parametri climatici e non climatici che influenzano la percezione del comfort esterno e, di conseguenza, il benessere degli utenti. Per affrontare tale complessità, la ricerca si fonda su un’interdisciplinarità strutturata e intenzionale, avviata sin dalle prime fasi come autentica sinergia tra discipline. Il quadro metodologico integra contributi di architettura e urbanistica, economia territoriale, sociologia urbana, pianificazione turistica e climatologia urbana, sviluppati in parallelo sotto una coordinazione scientifica condivisa. Questa convergenza ha permesso di elaborare un tool semplificato multi‑criteriale, accessibile anche a istituzioni con risorse limitate, capace di guidare l’analisi e la gestione degli spazi aperti nei borghi storici e di sostenerne la valorizzazione strategica. L’impatto atteso si articola su più dimensioni: rafforzamento della governance locale, supporto a pratiche di progettazione sostenibile, promozione di itinerari culturali e turistici, miglioramento della qualità urbana e attivazione di processi partecipativi. Il modello, rivolto a Pubbliche Amministrazioni e progettisti, coinvolge anche cittadini e turisti, generando ricadute socio‑economiche tangibili e offrendo alla comunità scientifica uno strumento innovativo e in evoluzione per la rigenerazione di territori fragili e culturalmente significativi. La metodologia si articola in cinque fasi integrate: definizione degli obiettivi, analisi dello stato dell’arte, valutazione dei parametri multidisciplinari, selezione degli indicatori e parametrizzazione, verifica del processo e sviluppo del tool semplificato multi‑criteriale, fino al test applicativo finale. Ogni fase è concepita come parte di un sistema dinamico e iterativo, in cui dati, riflessioni e strumenti vengono affinati per migliorare il modello. Tecniche di verifica basate su confronti incrociati, casi studio e metodi partecipativi garantiscono coerenza e robustezza scientifica. L’intera metodologia, quindi, traduce la complessità interdisciplinare in uno strumento operativo, pensato come dispositivo aperto e implementabile, in grado di sostenere letture integrate degli spazi aperti e guidare scelte progettuali e pianificatorie efficaci e adattabili.I documenti in SFERA sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


