Dedicato al mondo etrusco e al suo riverbero nella cultura moderna, il volume affronta il dipanarsi del fenomeno nel particolare caso italiano nell’arco degli anni che vanno dal regno di Umberto I fino a quelli della prima decade del secondo Novecento non senza alcune incursioni nell’ambiente europeo ed internazionale. Un fenomeno ampio e complesso, solo apparentemente periferico e marginale, che interessa non solo il mondo degli studi e dell’accademia, ma che spazia da quello delle arti – dalla pittura alla scultura, all’artigianato artistico, dalla letteratura alla musica – alla stessa ideologia politica e culturale che impronta con accenti diversi le iniziative e le liturgie della classe dirigente. Ad una parte più generale, che si spinge fino agli anni che precedono la proclamazione dell’impero, quando con il tragico epilogo dell’affare Pironti e il tramonto del sogno mussoliniano di legare il nome del Duce alla “decifrazione” dell’etrusco, segue l’analisi di un caso particolare, quello del bronzo della Chimera, fin dalla sua scoperta ad Arezzo nel 1553, icona princeps dell’immaginario moderno, di cui vengono ripercorse la fortuna e le variegate metamorfosi che il monumento ha conosciuto nel corso del Novecento.
Gli Etruschi e la cultura italiana dal Re Buono alla presidenza Einaudi
Bruni, Stefano
2024
Abstract
Dedicato al mondo etrusco e al suo riverbero nella cultura moderna, il volume affronta il dipanarsi del fenomeno nel particolare caso italiano nell’arco degli anni che vanno dal regno di Umberto I fino a quelli della prima decade del secondo Novecento non senza alcune incursioni nell’ambiente europeo ed internazionale. Un fenomeno ampio e complesso, solo apparentemente periferico e marginale, che interessa non solo il mondo degli studi e dell’accademia, ma che spazia da quello delle arti – dalla pittura alla scultura, all’artigianato artistico, dalla letteratura alla musica – alla stessa ideologia politica e culturale che impronta con accenti diversi le iniziative e le liturgie della classe dirigente. Ad una parte più generale, che si spinge fino agli anni che precedono la proclamazione dell’impero, quando con il tragico epilogo dell’affare Pironti e il tramonto del sogno mussoliniano di legare il nome del Duce alla “decifrazione” dell’etrusco, segue l’analisi di un caso particolare, quello del bronzo della Chimera, fin dalla sua scoperta ad Arezzo nel 1553, icona princeps dell’immaginario moderno, di cui vengono ripercorse la fortuna e le variegate metamorfosi che il monumento ha conosciuto nel corso del Novecento.I documenti in SFERA sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


