La città può escludere, emarginare, segregare, sfruttare, opprimere, confinare, rendere ‘incapaci’ in molti modi. Nella città, il principio di eguaglianza entra in crisi, contestato dai provvedimenti amministrativi e dalle scelte politiche locali che mirano a differenziare le condizioni delle persone (e l’accesso ai diritti che ne consegue) anziché promuovere l’inclusione. Tuttavia, la città ha anche un potenziale enorme da esprimere in tema di diritti: nella sua dimensione pubblica – e, dunque, non mercificata e privatizzata -, vanta tutti gli strumenti per divenire il luogo deputato alla loro concretizzazione e dunque all’inclusione. Per questo, è necessario ripensarla alla luce dei diritti e, in particolare, dei diritti umani, che sono universali per definizione. A tal fine, è fondamentale prendere in considerazione i punti di vista dei soggetti esclusi, emarginati e segregati, ossia quei punti di vista “imprevisti” che consentono di analizzare criticamente lo spazio urbano e le dinamiche di potere che l’attraversano. I contributi raccolti nel volume, di taglio interdisciplinare, ricorrono al bagaglio teorico della critica femminista e dei disability studies proprio per interrogare gli spazi della città contemporanea e “fare il punto” sulla sua attuale (e futura) capacità di riconoscere e includere soggetti e diritti.
La seconda città. Diritti, spazi urbani e prospettive intersezionali
Bernardini M. G.;Giolo O.
2025
Abstract
La città può escludere, emarginare, segregare, sfruttare, opprimere, confinare, rendere ‘incapaci’ in molti modi. Nella città, il principio di eguaglianza entra in crisi, contestato dai provvedimenti amministrativi e dalle scelte politiche locali che mirano a differenziare le condizioni delle persone (e l’accesso ai diritti che ne consegue) anziché promuovere l’inclusione. Tuttavia, la città ha anche un potenziale enorme da esprimere in tema di diritti: nella sua dimensione pubblica – e, dunque, non mercificata e privatizzata -, vanta tutti gli strumenti per divenire il luogo deputato alla loro concretizzazione e dunque all’inclusione. Per questo, è necessario ripensarla alla luce dei diritti e, in particolare, dei diritti umani, che sono universali per definizione. A tal fine, è fondamentale prendere in considerazione i punti di vista dei soggetti esclusi, emarginati e segregati, ossia quei punti di vista “imprevisti” che consentono di analizzare criticamente lo spazio urbano e le dinamiche di potere che l’attraversano. I contributi raccolti nel volume, di taglio interdisciplinare, ricorrono al bagaglio teorico della critica femminista e dei disability studies proprio per interrogare gli spazi della città contemporanea e “fare il punto” sulla sua attuale (e futura) capacità di riconoscere e includere soggetti e diritti.| File | Dimensione | Formato | |
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