Il saggio sottolinea l’importanza dello studio e conservazione del cartellonismo cinematografico, evidenziando come i manifesti realizzati dalla nascita del cinema fino agli anni Ottanta del Novecento, non siano stati soltanto strumenti pubblicitari quanto opere creative in grado di influenzare profondamente l’immaginario collettivo, condensando in un’unica immagine l’essenza di un film. Il cartellonismo cinematografico si inserisce nella storia delle culture visive del XX secolo, documentando l’evoluzione del cinema, delle tecniche grafiche e delle strategie pubblicitarie e offrendo uno spaccato delle tendenze socio-culturali dell’epoca. Innovazione e sperimentazione hanno caratterizzato l’opera degli autori – pittori, illustratori e grafici – afferenti alla “scuola” italiana di cartellonismo cinematografico e che spesso hanno operato entro i vincoli imposti dalla committenza e dalla censura. Si presentano gli artefatti e i formati che compongono il “corredo promozionale” del film, considerandoli come un sistema di elementi visivi che assolvono contemporaneamente a una funzione promozionale quanto a una strategia narrativa e comunicativa. Con l’avvento della fotografia e della grafica digitale il corredo di formati è stato progressivamente sostituito, perdendo in parte la funzione immaginifica e autoriale. La tutela del patrimonio del cartellonismo italiano richiede interventi mirati che includono la conservazione fisica dei supporti (operazioni di restauro, conservazione preventiva) e la catalogazione, sia fisica che digitale, finalizzata alla gestione archivistica e all’accessibilità pubblica. Progetti di ricerca come l’Archivio Sandro Simeoni e l’Archivio Anselmo Ballester contribuiscono in modo significativo alla patrimonializzazione di questo materiale. Inoltre, eventi culturali come le esposizioni temporanee alla Mostra del Cinema di Venezia o quelle permanenti allestite a Ferrara, rappresentano strumento fondamentali di valorizzazione e diffusione di questo patrimonio visivo.
Fogli di cinema. Un patrimonio da salvare
Dal Buono, Veronica
Primo
;
2025
Abstract
Il saggio sottolinea l’importanza dello studio e conservazione del cartellonismo cinematografico, evidenziando come i manifesti realizzati dalla nascita del cinema fino agli anni Ottanta del Novecento, non siano stati soltanto strumenti pubblicitari quanto opere creative in grado di influenzare profondamente l’immaginario collettivo, condensando in un’unica immagine l’essenza di un film. Il cartellonismo cinematografico si inserisce nella storia delle culture visive del XX secolo, documentando l’evoluzione del cinema, delle tecniche grafiche e delle strategie pubblicitarie e offrendo uno spaccato delle tendenze socio-culturali dell’epoca. Innovazione e sperimentazione hanno caratterizzato l’opera degli autori – pittori, illustratori e grafici – afferenti alla “scuola” italiana di cartellonismo cinematografico e che spesso hanno operato entro i vincoli imposti dalla committenza e dalla censura. Si presentano gli artefatti e i formati che compongono il “corredo promozionale” del film, considerandoli come un sistema di elementi visivi che assolvono contemporaneamente a una funzione promozionale quanto a una strategia narrativa e comunicativa. Con l’avvento della fotografia e della grafica digitale il corredo di formati è stato progressivamente sostituito, perdendo in parte la funzione immaginifica e autoriale. La tutela del patrimonio del cartellonismo italiano richiede interventi mirati che includono la conservazione fisica dei supporti (operazioni di restauro, conservazione preventiva) e la catalogazione, sia fisica che digitale, finalizzata alla gestione archivistica e all’accessibilità pubblica. Progetti di ricerca come l’Archivio Sandro Simeoni e l’Archivio Anselmo Ballester contribuiscono in modo significativo alla patrimonializzazione di questo materiale. Inoltre, eventi culturali come le esposizioni temporanee alla Mostra del Cinema di Venezia o quelle permanenti allestite a Ferrara, rappresentano strumento fondamentali di valorizzazione e diffusione di questo patrimonio visivo.I documenti in SFERA sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


