L’immaginario è lo spazio di interazione fra il soggetto e il mondo, intendendo con “mondo” anche le forme simboliche e materiali della sua cultura. La tecnologia le comprende entrambe. È evidenza e modello, artefatto e discorso. Di più: è finanza, guerra, sapere e sua contraffazione. Attiene al mito, all’estetica e all’ideologia e persino alla geopolitica. L’intreccio relazionale di simboli, miti, rituali, valori e schemi comportamentali, che, nell’immaginario, s’intrecciamo attorno al tema tecnologico costituisce l’ordito della sua percezione sociale. I suoi movimenti sono all’origine del suo dilatarsi tanto in profondità, consentendo al soggetto di attingere alla propria motivazione, quanto all’esterno, nella creazione di nuovi algoritmi, ad esempio. Presso le nuove generazioni le icone avveniristiche della tecnologia dominano l’immaginario. Di più, la cifra valoriale che si attribuisce linguaggi multimediali di ultima generazione, per la relazione che stabilisce con il contesto, svolge un ruolo importante nei processi di autodeterminazione identitaria. L’immaginario tecnologico coinvolge la persona tanto nei suoi ambiti pulsionali poco o nulla coscienti, come in quelli pienamente consapevoli e progettuali. Ne deduciamo che, nell’immaginario, gli apprendimenti agiscono entro ma anche oltre la cognizione, perché lì si attivano processi cognitivi spesso non intenzionali che lavorano nella motivazione, nell’emozione, nel desiderio, nella fantasia. Di qui anche la sua straordinaria rilevanza pedagogica. Il saggio ha un intento di carattere epistemologico in quanto cerca di indagare sulle metafore della conoscenza contemporanea, la metodologia adottata ha una natura qualitativa. Con questo lavoro ci proponiamo di contribuire alla disanima sulle questioni salienti che segnano con la nuova antropologia giovanile gli inediti stili di pensiero che la caratterizza.
Metafore digitali per il tempo presente
Anita GramignaCo-primo
;Daniel BoccacciCo-primo
2025
Abstract
L’immaginario è lo spazio di interazione fra il soggetto e il mondo, intendendo con “mondo” anche le forme simboliche e materiali della sua cultura. La tecnologia le comprende entrambe. È evidenza e modello, artefatto e discorso. Di più: è finanza, guerra, sapere e sua contraffazione. Attiene al mito, all’estetica e all’ideologia e persino alla geopolitica. L’intreccio relazionale di simboli, miti, rituali, valori e schemi comportamentali, che, nell’immaginario, s’intrecciamo attorno al tema tecnologico costituisce l’ordito della sua percezione sociale. I suoi movimenti sono all’origine del suo dilatarsi tanto in profondità, consentendo al soggetto di attingere alla propria motivazione, quanto all’esterno, nella creazione di nuovi algoritmi, ad esempio. Presso le nuove generazioni le icone avveniristiche della tecnologia dominano l’immaginario. Di più, la cifra valoriale che si attribuisce linguaggi multimediali di ultima generazione, per la relazione che stabilisce con il contesto, svolge un ruolo importante nei processi di autodeterminazione identitaria. L’immaginario tecnologico coinvolge la persona tanto nei suoi ambiti pulsionali poco o nulla coscienti, come in quelli pienamente consapevoli e progettuali. Ne deduciamo che, nell’immaginario, gli apprendimenti agiscono entro ma anche oltre la cognizione, perché lì si attivano processi cognitivi spesso non intenzionali che lavorano nella motivazione, nell’emozione, nel desiderio, nella fantasia. Di qui anche la sua straordinaria rilevanza pedagogica. Il saggio ha un intento di carattere epistemologico in quanto cerca di indagare sulle metafore della conoscenza contemporanea, la metodologia adottata ha una natura qualitativa. Con questo lavoro ci proponiamo di contribuire alla disanima sulle questioni salienti che segnano con la nuova antropologia giovanile gli inediti stili di pensiero che la caratterizza.| File | Dimensione | Formato | |
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