A dispetto di ogni facile retorica, la città dell’inclusione è la città in transizione, intesa come fenomeno in divenire, temporaneamente sospeso tra la città che “non è più”, entrata in una crisi irreversibile di valori, e quella che “non è ancora”, proiettata nell'orizzonte di aspettative dalla comunità a venire. In tale prospettiva, le pratiche di rigenerazione in corso all'interno dell’ex scalo ferroviario RAVONE a Bologna offrono l’occasione di riflettere sull'idea di architettura come processo circolare, le cui premesse vanno rintracciate nel “consumo” di abiti insediativi ritenuti non più adeguati al tempo presente. Da qui nasce la necessità di educare ai nuovi modi, che devono essere ricercati attraverso prototipazioni sperimentali per approdare a forme inedite di produzione.
Città in transizione. RAVONE cantiere aperto
nicola marzot
2019
Abstract
A dispetto di ogni facile retorica, la città dell’inclusione è la città in transizione, intesa come fenomeno in divenire, temporaneamente sospeso tra la città che “non è più”, entrata in una crisi irreversibile di valori, e quella che “non è ancora”, proiettata nell'orizzonte di aspettative dalla comunità a venire. In tale prospettiva, le pratiche di rigenerazione in corso all'interno dell’ex scalo ferroviario RAVONE a Bologna offrono l’occasione di riflettere sull'idea di architettura come processo circolare, le cui premesse vanno rintracciate nel “consumo” di abiti insediativi ritenuti non più adeguati al tempo presente. Da qui nasce la necessità di educare ai nuovi modi, che devono essere ricercati attraverso prototipazioni sperimentali per approdare a forme inedite di produzione.I documenti in SFERA sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.