Scopo del lavoro Il presente studio intende applicare all’osservazione di un campione di neonati a termine, videoripresi durante la procedura di prelievo dal tallone, una tecnica analitica di codifica del comportamento facciale, il Baby FACS (Oster, 2009). Tale strumento costituisce un adattamento del FACS (Facial Action Coding System, Ekman, Friesen, & Hager, 2002) alle prime fasi dello sviluppo, e descrive tutti i movimenti resi possibili dalla conformazione anatomica dei muscoli mimici in termini di unità d’azione o action units (AU). Nello specifico, l’obiettivo è quello di valutare se le azioni facciali AU4 (brow knotting o corrugamento delle sopracciglia) e AU20 (lip stretcher o stiramento delle labbra) si presentano con frequenza e durata diversa nelle quattro fasi considerate (pre-test, incisione, spremitura e post-test) e, in particolare, se sono visibili con maggior frequenza e durata nelle fasi dove è ipotizzabile che il neonato provi più dolore (incisione del tallone e spremitura, vs pre-test e post-test). Con questo lavoro ci auguriamo di avere compiuto un piccolo passo avanti verso una valutazione del dolore anche in pazienti, come i neonati, che non sono in grado di esprimersi verbalmente. Materiali e metodi I soggetti presi in esame sono stati 12 neonati a termine, sani (6 femmine e 6 maschi), videoripresi presso il Nido della Clinica Pediatrica dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Padova durante un prelievo di sangue di routine, eseguito entro le prime 3 ore dopo il parto (M = 2.8). È stata poi effettuata un’analisi frame by frame delle videoriprese relative a (1) 20 secondi di pre-test, (2) 20 secondi successivi all’incisione, (3) 20 secondi successivi alla spremitura del tallone, (4) 20 secondi di post-test, analizzando frequenza di comparsa e durata delle due AU considerate. Sulla base delle videoriprese, il comportamento facciale dei neonati è stato analizzato da due codificatori indipendenti utilizzando il Baby FACS. Il grado di accordo tra codificatori è stato calcolato sul 25% del campione totale, sulla base dell’identificazione delle AU. L’affidabilità tra codificatori (k di Cohen) è risultata essere alta (k =0.83). Risultati I confronti tra le diverse fasi sono stati esaminati mediante il test di Friedman per misure ripetute; in caso di significatività dell’analisi generale, nei confronti a coppie è stata applicata la correzione del Bonferroni sul valore convenzionale di alpha (.05). Per quanto riguarda la frequenza di comparsa, le analisi effettuate hanno messo in luce differenze statisticamente significative dell’AU20 tra le varie fasi. In particolare, la frequenza è risultata significativamente maggiore nella fase dell’incisione del tallone rispetto alla fase di pre-test, e nella fase della spremitura del tallone rispetto alla fase di pre-test. In relazione alla durata delle azioni, le analisi eseguite hanno evidenziato una differenza statisticamente significativa tra le quattro fasi, sia per quanto riguarda l’AU4 che l’AU20: è infatti emersa una significatività statistica nella differenza tra pre-test e incisione del tallone e tra pre-test e fase della spremitura del tallone. Inoltre, la durata delle due azioni è risultata significativamente maggiore nella fase dell’incisione rispetto alla fase di post-test e nella fase della spremitura rispetto alla fase di post-test. Conclusioni I risultati ottenuti hanno confermato le ipotesi iniziali: le due azioni facciali considerate sono state osservate con maggior frequenza e/o durata nelle fasi dove è ipotizzabile che il neonato provi più dolore. Valutare un fenomeno soggettivo come il dolore attraverso sistemi oggettivi è fondamentale per affrontarlo con scientifica lucidità nella pratica clinica. Riteniamo che il Baby FACS, con i suoi solidi fondamenti anatomici nella descrizione del comportamento facciale, possa risultare utile per la realizzazione di una scala di misurazione del dolore o per il perfezionamento di strumenti già esistenti. Bibliografia Ekman, P., Friesen, W. V., & Hager, J. C. (2002). Facial Action Coding System. Salt Lake City: A Human Face. Oster, H. (2009), Baby FACS: Facial Action Coding System for Infants and Young Children, Unpublished monograph and coding manual, New York University, New York.

Valutare il dolore nel neonato mediante la codifica del comportamento facciale: il prelievo dal tallone

BALLARDINI, Elisa;DONDI, Marco
2013

Abstract

Scopo del lavoro Il presente studio intende applicare all’osservazione di un campione di neonati a termine, videoripresi durante la procedura di prelievo dal tallone, una tecnica analitica di codifica del comportamento facciale, il Baby FACS (Oster, 2009). Tale strumento costituisce un adattamento del FACS (Facial Action Coding System, Ekman, Friesen, & Hager, 2002) alle prime fasi dello sviluppo, e descrive tutti i movimenti resi possibili dalla conformazione anatomica dei muscoli mimici in termini di unità d’azione o action units (AU). Nello specifico, l’obiettivo è quello di valutare se le azioni facciali AU4 (brow knotting o corrugamento delle sopracciglia) e AU20 (lip stretcher o stiramento delle labbra) si presentano con frequenza e durata diversa nelle quattro fasi considerate (pre-test, incisione, spremitura e post-test) e, in particolare, se sono visibili con maggior frequenza e durata nelle fasi dove è ipotizzabile che il neonato provi più dolore (incisione del tallone e spremitura, vs pre-test e post-test). Con questo lavoro ci auguriamo di avere compiuto un piccolo passo avanti verso una valutazione del dolore anche in pazienti, come i neonati, che non sono in grado di esprimersi verbalmente. Materiali e metodi I soggetti presi in esame sono stati 12 neonati a termine, sani (6 femmine e 6 maschi), videoripresi presso il Nido della Clinica Pediatrica dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Padova durante un prelievo di sangue di routine, eseguito entro le prime 3 ore dopo il parto (M = 2.8). È stata poi effettuata un’analisi frame by frame delle videoriprese relative a (1) 20 secondi di pre-test, (2) 20 secondi successivi all’incisione, (3) 20 secondi successivi alla spremitura del tallone, (4) 20 secondi di post-test, analizzando frequenza di comparsa e durata delle due AU considerate. Sulla base delle videoriprese, il comportamento facciale dei neonati è stato analizzato da due codificatori indipendenti utilizzando il Baby FACS. Il grado di accordo tra codificatori è stato calcolato sul 25% del campione totale, sulla base dell’identificazione delle AU. L’affidabilità tra codificatori (k di Cohen) è risultata essere alta (k =0.83). Risultati I confronti tra le diverse fasi sono stati esaminati mediante il test di Friedman per misure ripetute; in caso di significatività dell’analisi generale, nei confronti a coppie è stata applicata la correzione del Bonferroni sul valore convenzionale di alpha (.05). Per quanto riguarda la frequenza di comparsa, le analisi effettuate hanno messo in luce differenze statisticamente significative dell’AU20 tra le varie fasi. In particolare, la frequenza è risultata significativamente maggiore nella fase dell’incisione del tallone rispetto alla fase di pre-test, e nella fase della spremitura del tallone rispetto alla fase di pre-test. In relazione alla durata delle azioni, le analisi eseguite hanno evidenziato una differenza statisticamente significativa tra le quattro fasi, sia per quanto riguarda l’AU4 che l’AU20: è infatti emersa una significatività statistica nella differenza tra pre-test e incisione del tallone e tra pre-test e fase della spremitura del tallone. Inoltre, la durata delle due azioni è risultata significativamente maggiore nella fase dell’incisione rispetto alla fase di post-test e nella fase della spremitura rispetto alla fase di post-test. Conclusioni I risultati ottenuti hanno confermato le ipotesi iniziali: le due azioni facciali considerate sono state osservate con maggior frequenza e/o durata nelle fasi dove è ipotizzabile che il neonato provi più dolore. Valutare un fenomeno soggettivo come il dolore attraverso sistemi oggettivi è fondamentale per affrontarlo con scientifica lucidità nella pratica clinica. Riteniamo che il Baby FACS, con i suoi solidi fondamenti anatomici nella descrizione del comportamento facciale, possa risultare utile per la realizzazione di una scala di misurazione del dolore o per il perfezionamento di strumenti già esistenti. Bibliografia Ekman, P., Friesen, W. V., & Hager, J. C. (2002). Facial Action Coding System. Salt Lake City: A Human Face. Oster, H. (2009), Baby FACS: Facial Action Coding System for Infants and Young Children, Unpublished monograph and coding manual, New York University, New York.
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